
Sono sceso dal bus 84 convinto di essere ancora a Belgrado, e in un certo senso lo ero: Zemun è amministrativamente parte della capitale serba dal 1934. Ma bastano dieci minuti a piedi lungo la Gospodska ulica per capire che qui la storia ha preso un’altra strada. Per secoli questa è stata una città di confine tra l’Impero Asburgico e quello Ottomano, con il Danubio a fare da dogana naturale, e si vede tutto: le facciate basse color pastello, le strade acciottolate che salgono verso la collina di Gardoš, i tetti di tegole rosse che sembrano usciti da una provincia ungherese più che da una capitale balcanica. I locali, mi dicono, si offendono ancora se chiami Zemun “un quartiere di Belgrado”. Dopo mezza giornata passata qui, capisco perché.
In questa guida ti porto sulla collina di Gardoš fino alla Torre del Millennio, il simbolo di Zemun, e poi giù lungo il Danubio, tra i ristoranti di pesce del quartiere bohémien. Ti racconto il cimitero multireligioso accanto alla torre, la chiesa barocca di San Nicola, la Gospodska ulica con le sue vetrine, il mercato colorato di Veliki trg, la sinagoga dalla storia incredibile, il teatro Madlenianum e il parco cittadino che un tempo era una quarantena imperiale. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.
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Cosa vedere a Zemun
Zemun si visita comodamente a piedi in poco più di mezza giornata, seguendo un itinerario naturale che dalla fermata del bus sale fino a Gardoš e ridiscende al fiume. Queste sono le attrazioni di cui ti parlo, in ordine dalla più imperdibile: la Torre del Millennio sulla collina di Gardoš, il lungodanubio con i suoi ristoranti, il cimitero di Gardoš, la chiesa di San Nicola, la Gospodska ulica, il mercato di Veliki trg, la sinagoga di Zemun, il teatro Madlenianum e il parco cittadino.
Approfondimento: Cosa vedere a Belgrado
Torre del Millennio e collina di Gardoš

Tutto, a Zemun, converge verso Gardoš, la collina attorno alla quale il paese è cresciuto e sulla quale un tempo sorgeva una fortezza medievale di cui oggi non resta praticamente nulla. In compenso resta lei: la Torre del Millennio, eretta dagli ungheresi nel 1896 per celebrare i mille anni della loro presenza nella regione, e conosciuta anche come Kula Sibinjanin Janka o semplicemente Torre di Gardoš. La salita tra le stradine acciottolate del quartiere, con le sue casette basse e i gatti che ti guardano con sufficienza, è già metà del piacere. Dalla cima della torre — al piano inferiore trovi un piccolo spazio per mostre temporanee — il panorama spazia sul Danubio fino alla fortezza di Kalemegdan e al centro storico di Belgrado. Se c’è un motivo per venire fin qui, è questo.
Il lungodanubio e i ristoranti di pesce
Zemun è costruita sulla riva destra del Danubio e non se lo fa dire due volte: il lungofiume è il suo salotto, la sua sala da pranzo e, d’estate, anche la sua pista da ballo. Qui si allineano decine di ristoranti eleganti con i tavolini all’aperto, alcuni ospitati direttamente su barconi ormeggiati, e la specialità è il pesce di fiume fresco che arriva ogni giorno dai mercati della zona. Tra gli indirizzi storici c’è il Venecija, uno dei ristoranti più esclusivi ai tempi della Belle Époque. La zona è nota come quartiere bohémien, e la sera si trasforma: i club sul fiume e i pub del centro tengono viva una nightlife che comincia tardi e finisce ancora più tardi, in perfetto stile belgradese. Passeggiare qui al tramonto, con il vento del Danubio in faccia, è una di quelle cose che non costano niente e valgono tutto.
Il cimitero di Gardoš
Lo so, un cimitero in una guida turistica suona macabro, ma quello di Zemun, proprio di fronte alla Torre del Millennio, è un caso unico nei Balcani. Mentre la regione è piena di cimiteri divisi per confessione, qui riposano fianco a fianco cristiani ortodossi, cattolici, musulmani ed ebrei, con diversi monumenti solenni sparsi tra le tombe. È un luogo silenzioso e stranamente sereno, all’ombra degli alberi, perfetto per riprendere fiato dopo la salita. E racconta della natura di frontiera di Zemun meglio di qualsiasi museo.
La chiesa di San Nicola

Scendendo da Gardoš verso il fiume incontri la chiesa di San Nicola, ricostruita all’inizio del Settecento in stile barocco. È la testimonianza più eloquente dell’impronta asburgica sul quartiere: un barocco sobrio, mitteleuropeo, che a pochi chilometri dal cuore ottomano della vecchia Belgrado fa un effetto quasi straniante. Merita una sosta breve ma dovuta, anche solo per l’esterno.
Gospodska ulica

La Gospodska ulica è la via commerciale e pedonale di Zemun, quella che percorrerai per forza appena sceso dal bus per raggiungere il centro vero e il lungofiume. È una strada viva, fiancheggiata da negozi e caffè, e attraversa Magistarski trg, la prima piazza che incontri, piena di bar con tavolini all’aperto dove i locali si siedono a guardare il mondo passare. Non è un monumento, è un termometro: qui misuri il ritmo di Zemun, che è sensibilmente più lento di quello di Belgrado.
Veliki trg e il mercato
Proseguendo lungo la Gospodska arrivi a Veliki trg, la piazza grande, che ospita un mercato colorato e piacevolmente confusionario. Bancarelle di frutta, verdura, fiori e chincaglierie varie, venditori che si chiamano da un banco all’altro: è il posto giusto per capire come si fa la spesa da queste parti. Se ami i mercati — e io ho un debole irrimediabile — mettici il naso anche solo per dieci minuti.
La sinagoga di Zemun
Poche sinagoghe in Europa hanno vissuto una storia più tormentata di questa. Oltre il 95% della popolazione ebraica serba morì o fuggì durante la Seconda guerra mondiale, e negli anni di Milošević l’edificio fu venduto a privati: divenne prima un rock club, poi un ristorante di cucina tradizionale serba. Solo nel 2018 è tornato a essere una sinagoga. Da fuori è un edificio discreto, ma sapere cosa ha attraversato cambia completamente lo sguardo con cui lo osservi.
Il teatro Madlenianum
Il nome fa pensare a chissà quale istituzione ottocentesca, e invece il Madlenianum è il teatro dell’opera di Zemun, una costruzione moderna inaugurata nel gennaio 1999 sulla via principale che attraversa il cuore del quartiere. In cartellone ci sono opere, musical e prosa. Se capiti a Zemun di sera e cerchi un’alternativa ai ristoranti sul fiume, è l’indirizzo giusto.
Il parco cittadino
Il parco principale di Zemun oggi è un normale polmone verde dove i pensionati leggono il giornale, ma fino all’Ottocento era tutt’altro: qui sorgeva la quarantena imperiale, dove viaggiatori e mercanti in transito tra l’Impero Asburgico e quello Ottomano passavano settimane in isolamento prima di ottenere il via libera per proseguire. Passeggiarci sapendolo aggiunge un brivido storico a quella che altrimenti sarebbe solo una piacevole sosta all’ombra.
Dove dormire a Zemun
Dormire a Zemun è la scelta giusta se cerchi un’atmosfera più raccolta rispetto al centro di Belgrado: la sera i turisti spariscono, il lungodanubio si riempie di gente del posto e ti svegli in una cittadina mitteleuropea anziché in una capitale balcanica. La zona più piacevole è quella tra la Gospodska ulica e il fiume, dove trovi appartamenti e piccole strutture a pochi passi dai ristoranti del quartiere bohémien. Anche le stradine acciottolate ai piedi di Gardoš regalano sistemazioni tranquille, con la Torre del Millennio praticamente sopra la testa. E se ti serve il centro di Belgrado, il bus da qui te lo mette a mezz’ora scarsa di distanza.
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Come arrivare a Zemun
Arrivare a Zemun da Belgrado è semplicissimo, visto che il quartiere dista circa dieci chilometri dal centro. Dal capolinea di Zeleni Venac — accanto all’omonimo mercato, il più caratteristico della capitale — partono il bus 84 e le linee 704, 706 e 707: il tragitto dura circa mezz’ora e il biglietto si può acquistare a bordo. Se invece atterri all’aeroporto Nikola Tesla, che si trova proprio sul lato di Zemun rispetto al centro, il taxi è l’opzione più comoda: fattelo chiamare dall’hotel o scegli le compagnie più affidabili, perché i tassisti che aspettano i turisti non sempre brillano per onestà.
Quando andare a Zemun
Zemun dà il meglio di sé tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, quando la vita del quartiere si sposta dal centro alla riva e il lungodanubio diventa un’unica distesa di tavolini, passeggini e coni gelato. Tieni però conto che l’estate piena può essere torrida: la salita a Gardoš sotto il sole di agosto è un piccolo pellegrinaggio, quindi maggio, giugno e settembre restano i mesi ideali per camminare senza sciogliersi. L’inverno continentale è rigido, ma ha il suo fascino se ti piacciono i luoghi avvolti nella nebbia del fiume e i locali fumosi.
Dove si trova Zemun
Zemun si trova in Serbia, sulla riva destra del Danubio, circa dieci chilometri a nord-ovest del centro storico di Belgrado, di cui fa ufficialmente parte dal 1934. Di fronte al quartiere, in mezzo al fiume, c’è la Grande Isola della Guerra, oggi riserva naturale dove nidificano specie rare di uccelli. Storicamente Zemun era l’ultimo avamposto asburgico prima dell’Impero Ottomano, che cominciava proprio sull’altra sponda: guardando Belgrado dalla cima della Torre del Millennio, stai letteralmente guardando un altro impero.













