Cosa vedere al Museo Nazionale di Belgrado, il museo più antico della Serbia

Il Vangelo di Miroslav, i pesci di pietra di Lepenski Vir e un Monet al terzo piano: ottomila anni in un palazzo solo, sulla piazza principale.

Se sei curioso di sapere cosa vedere al Museo Nazionale di Belgrado, la risposta breve è: più di quanto le tue gambe siano disposte a sopportare in una sola visita. Il museo più antico della Serbia, fondato nel 1844 e ribattezzato ufficialmente Museo Nazionale della Serbia nel 2021, custodisce oltre 400.000 oggetti dentro un palazzo neorinascimentale che domina Piazza della Repubblica, e che prima di ospitare quadri e affreschi è stato una banca — e prima ancora, pare, una taverna. Io ci sono entrato pensando di cavarmela in un paio d’ore e ne sono uscito quando ormai fuori si accendevano i lampioni.

Dentro ti aspettano il Vangelo di Miroslav, un manoscritto del 1180 che l’UNESCO ha inserito nella Memoria del mondo; le sculture preistoriche di Lepenski Vir e Vinča al pianoterra; una collezione d’arte francese con Renoir, Monet, Cézanne e Degas messa insieme in buona parte dal principe Paolo di Jugoslavia e dal misterioso Erih Slomović; gli affreschi medievali del primo piano; una collezione numismatica da oltre 300.000 pezzi conservata nei caveau originali della banca; i maestri italiani da Tiziano a Caravaggio, gli olandesi e fiamminghi da Bosch a Van Gogh, la grande pittura serba e jugoslava, e perfino una piccola collezione di stampe giapponesi. In questa guida ti racconto tutto, sala per sala, e poi ti dico dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova esattamente.


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Il Vangelo di Miroslav, il pezzo che giustifica il viaggio

Ci sono musei che hanno mille cose belle e nessuna indimenticabile, e musei che hanno una cosa sola per cui varrebbe la pena attraversare mezza Europa. Il Museo Nazionale di Belgrado, con una certa ingordigia, appartiene a entrambe le categorie. Il suo pezzo da novanta è il Vangelo di Miroslav, uno dei più antichi documenti scritti in cirillico: un manoscritto realizzato nel 1180 e fitto di miniature che sembrano fatte ieri da qualcuno con una pazienza che oggi non esiste più. L’UNESCO l’ha inserito nella lista “Memoria del mondo”, che è il modo burocratico di dire che se domani sparisse ne sentirebbe la mancanza l’intera umanità. Quando arrivi davanti alla teca, l’istinto è di passare oltre — è un libro, in fondo, e i libri nei musei tendono a essere la parte noiosa. Resisti. Fermati a guardare le miniature e pensa che quando questo oggetto è stato scritto mancavano tre secoli alla scoperta dell’America. Poi puoi passare oltre.


Approfondimento: Cosa vedere a Belgrado


Lepenski Vir e Vinča: il pianoterra e le origini

belgrado museo nazionale 1

La visita comincia dal fondo del pozzo del tempo, al pianoterra, dove sono esposti gli oggetti più antichi ritrovati sul territorio serbo: gioielli, ciotole, sculture e altri reperti delle culture preistoriche di Lepenski Vir e Vinča, poi il neolitico, l’età del bronzo e quella del ferro. Le sculture di Lepenski Vir hanno facce di pietra a metà tra il pesce e l’uomo, con un’espressione che oscilla tra il perplesso e il vagamente offeso, e ti fissano da parecchi millenni con la stessa aria di chi aspetta ancora una spiegazione. È il tipo di sala in cui capisci che la valle del Danubio era abitata, e piuttosto creativa, quando gran parte d’Europa era ancora impegnata a inventare il concetto stesso di villaggio. Chiudono questa sezione il patrimonio degli antichi Romani e una parte della collezione numismatica, di cui ti parlo tra poco perché merita un discorso a sé.

La collezione d’arte francese e il tesoro di Slomović

statue museo nazionale belgrado serbia

Se al pianoterra si respira aria di preistoria balcanica, salendo si finisce dritti nella Parigi di fine Ottocento. La collezione d’arte francese conta più di 250 dipinti dal XVI al XX secolo, e l’elenco degli autori sembra un ripasso di storia dell’arte fatto con l’evidenziatore: Renoir, Monet, Cézanne, Degas, Gauguin, Matisse, Toulouse-Lautrec, Pissarro, Corot, e potrei continuare finché non ti annoi. Gran parte dei dipinti fu collezionata e donata dal principe Paolo di Jugoslavia, che evidentemente aveva buon gusto e un budget adeguato.

Ma la storia più curiosa è quella della collezione Slomović, la più grande raccolta d’arte francese dei Balcani: circa 600 opere messe insieme da Erih Slomović, un cittadino di Belgrado che lavorava a stretto contatto con Ambroise Vollard, il leggendario mercante d’arte parigino. Come un privato di Belgrado sia riuscito ad accumulare un patrimonio simile è una di quelle domande che è meglio farsi davanti ai quadri che davanti a un motore di ricerca. E c’è un ultimo capitolo, recente: un collezionista serbo rimasto anonimo ha donato al museo un Ritratto di uomo di Amedeo Modigliani, con una stima di valore che si aggira sui 25 milioni di euro. C’è gente che dona vecchie cartoline; qui donano Modigliani.

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Il primo piano: affreschi medievali e la Serbia prima della Serbia

belgrado museo nazionale 2

Il primo piano è organizzato in dieci gruppi tematici e racconta il periodo che va dalla prima metà del Medioevo fino alla Prima rivolta serba. È la parte del museo dove la Serbia parla di sé: affreschi medievali che da soli valgono la salita, gioielli lussuosi, ceramiche, artefatti religiosi. Gli affreschi in particolare hanno quella qualità che le riproduzioni non rendono mai: i volti dei santi ti seguono per la sala con l’espressione severa di chi ti ha visto entrare e ha già capito che non ti sei documentato abbastanza. Se ti interessa capire il Paese in cui ti trovi — e non solo ammirare quello che i suoi principi hanno comprato a Parigi — questa è la sezione dove rallentare.

La collezione numismatica nei caveau della banca

Ecco un dettaglio che trovo irresistibile: il palazzo del museo nacque come sede dell’Uprava Fondova, la più antica istituzione finanziaria di Belgrado, e la collezione numismatica è custodita ancora oggi nei caveau originali dell’epoca in cui l’edificio era una banca. Le monete, insomma, sono tornate al loro posto naturale. E che monete: oltre 300.000 reperti tra monete, medaglie, anelli e sigilli, divisi in dieci sottosezioni che partono dal V-VI secolo avanti Cristo e includono pezzi risalenti a Filippo il Macedone e Alessandro Magno. Anche se la numismatica ti sembra la disciplina più soporifera mai concepita — capirei — l’idea di guardare la storia economica del mondo antico dentro un caveau bancario di inizio Novecento ha una sua poesia circolare che vale i dieci minuti di deviazione.

Tiziano, Caravaggio, Bosch e Van Gogh: gli europei

Le altre collezioni europee non fanno da contorno, e sarebbe un errore trattarle come tali. Quella italiana conta più di 230 opere dal XIV al XVIII secolo, con nomi che a elencarli sembra di esagerare: Tiziano, Tintoretto, Veronese, Caravaggio, Canaletto, Carpaccio, Francesco Guardi, Palma il Vecchio. Quella olandese e fiamminga supera i 120 dipinti e spazia da Hieronymus Bosch a Van Gogh passando per Rembrandt, Rubens e Mondrian — che è un arco temporale e mentale piuttosto vertiginoso da percorrere in poche sale. C’è anche una collezione dedicata al cubismo, con opere di Picasso, Cézanne, Archipenko, Marie Laurencin e Robert Delaunay, e raccolte minori dove spuntano Kandinskij, Dürer, Klimt, Chagall e Mary Cassatt. A un certo punto ho smesso di stupirmi e ho iniziato a prendere appunti, che è il segnale che un museo ha vinto.

La pittura serba e jugoslava

La collezione d’arte jugoslava e serba è la più vasta del museo: oltre 6.000 opere realizzate tra il XVIII e il XX secolo, di cui circa 1.700 dipinti di autori serbi del Sette-Ottocento e 3.000 del Novecento. Qui incontri Paja Jovanović, Uroš Predić, Nadežda Petrović, Sava Šumanović, Petar Lubarda — nomi che fuori dai Balcani circolano poco e che invece meriterebbero di più. È la sezione che ti consiglio di non saltare proprio perché è quella che non troverai da nessun’altra parte: i Renoir esistono anche altrove, i Predić no. Esiste perfino una collezione d’arte croata, con 156 opere datate tra il 1850 e il 1969.

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Le stampe giapponesi, la sorpresa in fondo al corridoio

Tra le cose che non ti aspetti in un museo di Belgrado c’è una collezione d’arte giapponese: 82 opere, di cui 36 stampe del genere ukiyo-e, con nomi come Hiroshige e Utamaro. È piccola, la attraversi in pochi minuti, ma ha l’effetto rinfrescante di una finestra aperta su un altro emisfero dopo ore di storia europea. Io ci sono capitato quasi per sbaglio e ci sono rimasto più del previsto.

Il palazzo: da taverna a banca a museo

museo nazionale serbia belgrado 1

Vale la pena, prima di uscire, dedicare qualche minuto all’edificio stesso, perché ha una biografia più movimentata di parecchi esseri umani. Su questo punto di Piazza della Repubblica sorgeva un tempo una famosa taverna chiamata Dardanelles, ritrovo dell’élite culturale cittadina. Poi, agli inizi del Novecento, arrivò il palazzo attuale: neorinascimentale con innesti neobarocchi, ornamenti policromi in facciata, colonne gemelle all’ingresso e una cupola centrale, costruito per ospitare l’Uprava Fondova. Il museo ci si trasferì nel 1950. L’edificio sopravvisse ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che danneggiarono gravemente anche la cupola, poi restaurata. Dentro, la grande scalinata e le ampie sale un tempo animate dall’attività bancaria oggi ospitano ben altro genere di depositi. Il museo chiuse nel 2003 per una ristrutturazione che si prese tutto il tempo del mondo e riaprì nel giugno 2018, con tanto di proiezione spettacolare sulla facciata: quindici anni di attesa festeggiati come si deve.

Dove dormire vicino al Museo Nazionale di Belgrado

Il museo sta esattamente dove vorresti stare anche tu: su Piazza della Repubblica, il salotto di Belgrado. Dormire nel centro storico, tra la piazza e la via pedonale Knez Mihailova, significa avere il museo a pochi passi e la città vecchia intorno, con tutto quello che comporta in termini di caffè, ristoranti e vita serale sotto le finestre — che a seconda del tuo rapporto col sonno è un pregio o un avvertimento. La zona offre un po’ di tutto, dagli hotel storici agli appartamenti ricavati nei palazzi ottocenteschi. Se preferisci qualcosa di più tranquillo e d’atmosfera, i quartieri appena fuori dal nucleo centrale restano comunque a distanza di passeggiata: a Belgrado, se alloggi in centro, il museo non è mai un problema logistico.


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Come arrivare al Museo Nazionale di Belgrado

Se dormi in centro, il modo migliore per arrivare al museo è il più antico del mondo: a piedi. Piazza della Repubblica è il punto verso cui converge naturalmente chiunque cammini per il centro di Belgrado, quindi più che raggiungerla ti ci ritroverai. Arrivando da fuori, la piazza è uno snodo servito dai mezzi pubblici cittadini, e qualunque autista di taxi capisce al volo “Trg Republike” anche se lo pronunci con l’accento sbagliato — parlo per esperienza. Dall’aeroporto o dalla stazione, punta semplicemente al centro storico: una volta lì, il palazzo con la cupola e le colonne gemelle sulla piazza è il museo, ed è impossibile confonderlo con altro.

Quando andare al Museo Nazionale di Belgrado

Il bello di un museo è che il meteo è un problema di altri, e anzi il Museo Nazionale dà il meglio di sé proprio quando fuori il tempo è ostile: un pomeriggio di pioggia o una giornata gelida d’inverno sono l’occasione perfetta per concedergli le ore che merita. Con oltre 400.000 oggetti e tre livelli di esposizione, ti conviene entrare senza appuntamenti nelle ore successive: la visita fatta bene richiede mezza giornata abbondante. Io ti consiglio la mattina, quando le sale sono più quiete e hai energie fresche per la parte archeologica, lasciando i quadri francesi come ricompensa finale. Evita di arrivare troppo a ridosso della chiusura: il museo è il classico posto in cui il tempo passa a una velocità sospetta. Prima di andare, verifica giorni e orari di apertura aggiornati, che come ovunque possono cambiare.

Informazioni utili

  • Biglietto di ingresso: –
  • Indirizzo: Trg republike 1а, Beograd 104303, Serbia
  • Orari: Chiuso il lunedì. Aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00, con orario prolungato 12:00–20:00 il giovedì e il sabato.
  • Trasporti: Bus 28, fermata “Trg Republike”

Dove si trova il Museo Nazionale di Belgrado

Il Museo Nazionale della Serbia si trova nel cuore esatto di Belgrado, su Piazza della Repubblica (Trg Republike), lo spiazzo che funziona da punto d’incontro, orologio sociale e ombelico della capitale serba. Intorno hai il centro storico, la via pedonale Knez Mihailova che parte proprio da lì, e a distanza di passeggiata la fortezza di Kalemegdan affacciata sulla confluenza tra Sava e Danubio. In altre parole: qualunque itinerario tu abbia in mente per Belgrado, passerai davanti al museo comunque. Tanto vale entrarci preparato.

Cosa vedere vicino il Museo Nazionale

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