
Ci sono posti che ti raccontano una città com’era, e posti che ti raccontano come vorrebbe essere vista. Il Waterfront di Belgrado — Beograd na vodi — appartiene senza dubbio alla seconda categoria, ed è esattamente questo a renderlo interessante. Quando arrivi qui, sulla sponda destra della Sava, in quella conca allungata che gli urbanisti chiamano da un secolo l’Anfiteatro della Sava, ti ritrovi in mezzo a un pezzo di città tirato su dal nulla negli ultimi dieci anni, tutto vetro e prati rasati e passeggiate lungofiume.
Se vuoi sapere cosa vedere prima di infilarti nella metropolitana o di attraversare questo luogo a piedi da Savamala, ti anticipo la mappa: c’è la Kula Belgrade, il grattacielo che si torce su se stesso, con il suo nuovissimo Belgrade 360 Deck; c’è la Galerija, il centro commerciale più grande della regione; c’è la Sava Promenada con i suoi caffè e i suoi splavovi; c’è il Sava Park pieno di sculture; ci sono gli eventi che d’estate accendono la riva del fiume; e c’è, o meglio non c’è più, il vecchio ponte sulla Sava, che merita comunque il suo posto in questa storia. Ti porto in giro con ordine.
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La Kula Belgrade, la torre che si torce

Non puoi mancarla nemmeno volendo. La Kula Belgrade si alza per 168 metri ed è l’edificio più alto della Serbia e dei Balcani occidentali, un ago di vetro che i belgradesi hanno imparato a usare come bussola. L’ha disegnata la Skidmore, Owings & Merrill, lo stesso studio che ha firmato il Burj Khalifa di Dubai, e si vede: la torre ruota di novanta gradi salendo, si avvita su se stessa nel giro di una decina di piani, come se qualcuno l’avesse presa per la punta e le avesse dato mezzo giro. La facciata è fatta di quasi quattordicimila pannelli di vetro che riflettono la Sava, il cielo e i tetti della città di Belgrado, e nelle giornate limpide sembra liquida. Curiosità che ti farà sorridere: è il primo edificio in Serbia senza tredicesimo piano — non compare nemmeno sui pannelli degli ascensori. I primi undici piani ospitano il St. Regis, il primo hotel a marchio della catena in Serbia, aperto alla fine del 2024; sopra ci vivono i proprietari degli appartamenti di lusso.
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Il Belgrade 360 Deck

La parte che riguarda te che sali per guardare è in cima, al quarantunesimo piano, e si chiama Belgrade 360 Deck. È una terrazza panoramica vetrata a centocinquantacinque metri d’altezza, aperta al pubblico da poco, nella primavera del 2026, e ci arrivi in un modo che ha del teatrale: il biglietto si fa al secondo piano della Galerija, poi attraversi un ponte pedonale di vetro sospeso che collega il centro commerciale alla torre, e da lì un ascensore ti spara in cima in venticinque secondi netti. Quando le porte si aprono hai davanti Belgrado a trecentosessanta gradi: la fortezza di Kalemegdan alla confluenza con il Danubio, la mole del Tempio di San Sava, la torre Avala che sbuca dalle colline a sud. Vacci verso il tramonto, se puoi, quando la luce si appoggia di taglio sui due fiumi e la città diventa arancione.
La Galerija, il centro commerciale più grande della regione
Confesso una certa diffidenza personale verso i centri commerciali come attrazioni turistiche, ma la Galerija è di quelle che ti fanno ricredere, se non altro per la scala. Aperta nel 2020, è la più grande dell’intera regione: un colosso con il tetto verde più esteso da queste parti, un multiplex Cineplexx da nove sale, un parco trampolini che è il più grande di questa fetta d’Europa e file di ristoranti che vanno dai ćevapi ai marchi internazionali. Se sei un turista straniero, è anche l’unico posto in Serbia dove ti rimborsano l’IVA sul momento. Da queste parti la usano come rifugio: d’estate per l’aria condizionata, d’inverno per il caldo, tutto l’anno come punto d’incontro.
La Sava Promenada, la passeggiata sul fiume

Se c’è un’anima all’aperto in questo quartiere, è la Sava Promenada. Corre lungo l’acqua per quasi due chilometri, l’ha progettata un architetto del paesaggio arrivato da Los Angeles con l’idea che ogni cinquanta metri ci fosse qualcosa di diverso, e in effetti mentre cammini incontri viste sul fiume, piattaforme galleggianti, panchine, e disseminate qua e là opere d’arte con nomi come “Lynx”, “Silhouettes” e “Ramonda”, quest’ultima ispirata al fiore diventato simbolo della sopravvivenza serba nella Prima guerra mondiale. Ci passeggi, ci corri, ci pedali — la pista ciclabile prosegue fino all’isola di Ada Ciganlija — e la sera i caffè e i ristoranti si riempiono. Non farti mancare gli splavovi, le chiatte-locale ancorate al fiume che di notte diventano il cuore della vita notturna belgradese, dal folk serbo alla musica elettronica.
Il Sava Park e le opere d’arte
Alle spalle della promenade si apre il Sava Park, un tappeto di prati curati dove la gente stende una coperta e si fa il picnic con vista sull’acqua. Anche qui l’arte spunta tra il verde: sculture come “Porta i passeri a Belgrado”, lampioni a forma di cuore, e davanti alla Kula Belgrade una fontana con un’aquila, simbolo della Serbia. Dentro la Galerija, sospesa sopra le teste dei clienti, trovi installazioni come “Il cuore di Belgrado”, “Farfalle” e “Onde”. È il tipo di posto dove ti siedi mezz’ora a leggere e ti accorgi solo dopo che è passata un’ora.
Gli eventi sulla riva della Sava
Il Waterfront di Belgrado è stato pensato per riempirsi di gente, e d’estate ci riesce. Sul palco all’aperto piantato davanti alla Kula Belgrade si tiene il Belgrade River Fest, che negli anni ha portato qui Andrea Bocelli, Anna Netrebko e più di recente John Legend. Ai piedi della torre, sulla piazza chiamata Kula Plaza, si susseguono concerti, mercatini e, d’inverno, la pista di pattinaggio. Nei mesi caldi la promenade ospita un cinema all’aperto gratuito il venerdì e il sabato sera, mentre il fiume si anima con il Boat Carnival, la sfilata di barche decorate che ha superato i vent’anni di età. E se capiti a Capodanno, aspettati fuochi d’artificio e la facciata della Kula trasformata in uno schermo di luci.
Il fantasma del vecchio ponte sulla Sava
Qui devo essere onesto con te, perché se hai letto vecchie guide potresti cercare qualcosa che non c’è più. Fino a poco tempo fa, incorniciato dal quartiere, resisteva lo Stari Savski Most, il Vecchio ponte sulla Sava: una struttura ad arco verde costruita nel 1942, durante l’occupazione tedesca, e salvata alla fine della guerra da un maestro di nome Miladin Zarić, che disinnescò le cariche piazzate dai tedeschi in ritirata. Per ottant’anni ci sono passati sopra tram e automobili, ed era diventato uno dei simboli affettivi della città. Nell’estate del 2025 l’arco è stato sollevato in un pezzo solo e portato via su una chiatta: al suo posto la PowerChina sta tirando su un ponte nuovo, più largo, in tempo per l’EXPO 2027. È il tipo di scambio — un pezzo di memoria per un pezzo di futuro — che riassume bene le tensioni di tutto questo quartiere, contestato tanto quanto è ammirato. Vale la pena saperlo, mentre guardi il cantiere.
La vecchia stazione e i musei che verranno
Sul bordo del quartiere, verso la piazza della Sava, si affaccia l’edificio dell’ex stazione ferroviaria centrale, un bell’esempio di architettura di fine Ottocento che ha smesso di veder passare treni e attende una seconda vita come Museo Storico della Serbia. Accanto, la vecchia posta è destinata a ospitare il Museo Archeologico. I lavori sono in corso e non aspettarti ancora le sale aperte, ma se ti piace immaginare le città in divenire, val la pena dare un’occhiata a questi due volti severi che fanno da contrappunto a tutto il vetro intorno.
Dove dormire vicino al Waterfront di Belgrado
Se vuoi il massimo e il portafoglio te lo consente, dormi dentro la storia: il St. Regis occupa i primi piani della Kula Belgrade, con la Sava sotto le finestre. Per tutto il resto, la buona notizia è che non ti serve stare proprio qui. Il quartiere confina con Savamala e con il centro storico di Savski Venac, a pochi minuti a piedi, dove trovi di tutto, dagli hotel di charme ricavati in palazzi d’epoca agli appartamenti in affitto e agli ostelli per chi viaggia leggero. Sull’altra riva, dall’altra parte del fiume, Novi Beograd offre alberghi più moderni e squadrati, spesso più convenienti, e comunque a un salto dal lungofiume.
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Come arrivare al Waterfront di Belgrado
Il bello è che ci arrivi camminando. Dal centro storico, da Terazije o dalla via pedonale Knez Mihailova, scendi verso il fiume passando per Savamala e in un quarto d’ora sei sulla promenade, all’altezza del ponte di Branko. Se preferisci i mezzi, tram e autobus urbani ti lasciano nei pressi, e taxi e ride-sharing sono comodi e non costano molto. Dall’aeroporto Nikola Tesla ti conviene un taxi o la navetta fino al centro, e poi gli ultimi metri a piedi. Tieni conto che i parcheggi, concentrati sotto la Galerija, si riempiono nei fine settimana e nei giorni di evento.
Quando andare al Waterfront di Belgrado
La primavera e l’estate sono la stagione giusta: la promenade dà il meglio con il bel tempo, i caffè mettono fuori i tavoli, partono i festival, il cinema all’aperto e il carnevale delle barche. Per il Belgrade 360 Deck punta al tardo pomeriggio, così ti prendi la città di giorno e poi il tramonto sui due fiumi dallo stesso posto; nei periodi di punta conviene prenotare. L’inverno ha il suo fascino diverso, fatto di luci, pista di pattinaggio e la facciata della Kula accesa a festa. Da evitare, se puoi, i pomeriggi del weekend dentro la Galerija, quando mezza Belgrado sembra essersi data appuntamento lì.
Dove si trova il Waterfront di Belgrado
Il Waterfront di Belgrado occupa la sponda destra della Sava, nel cuore di Belgrado, in quella pianura a forma di anfiteatro che si stende tra il ponte di Branko e la vecchia Fiera di Belgrado, a ridosso del quartiere di Savamala. Di fronte, sull’altra riva, c’è Novi Beograd; poco più a nord, dove la Sava si getta nel Danubio, veglia la fortezza di Kalemegdan. È un fazzoletto di città che per decenni era rimasto abbandonato tra i binari e il fiume, e che oggi è diventato il biglietto da visita con cui Belgrado si presenta al mondo.











