Cosa vedere allo stadio Rajko Mitić, il Marakana di Belgrado

Scavato nel terreno per fare più paura, con la coppa campioni del 1991 in bacheca e una curva che non smette mai di cantare.

Immagina un catino scavato dodici metri sotto il livello della strada, con le gradinate che scendono a strapiombo verso il prato e un tetto che rimanda il rumore in campo come una cassa armonica: quando è pieno, questo posto non lo guardi, lo senti nello sterno. Chi arriva a Belgrado chiedendosi cosa vedere allo stadio Rajko Mitić, che tutti, ma proprio tutti, chiamano Marakana, scopre che non si tratta soltanto di un impianto sportivo ma di un pezzo di identità cittadina, casa della Stella Rossa dal 1963 e teatro di alcune delle notti più memorabili del calcio europeo.

In questa pagina ti porto dentro tutto quello che c’è da vedere: il museo del club con i suoi millequattrocento cimeli e la coppa dei campioni del 1991, il tour che ti fa camminare nel tunnel e uscire a bordo campo, la storia del soprannome preso in prestito da Rio de Janeiro, il ricordo del vecchio stadio e del suo legame tragico con il Manchester United, i grandi match — dalla finale di Coppa dei Campioni del 1973 al rigore alla Panenka del 1976 — e l’atmosfera dell’eterno derby contro il Partizan. In chiusura, come sempre, ti dico dove dormire nei paraggi, come arrivare, quando andare e dove si trova esattamente.


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Il Marakana e la sua acustica

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Partiamo dalla cosa più semplice e più difficile da spiegare a parole: l’effetto che fa lo stadio in sé. La scelta, a suo tempo dettata dal risparmio — per contenere i costi si decise di incassare l’impianto nel terreno invece di elevarlo — ha prodotto per caso uno dei catini più intensi d’Europa. Il piano di gioco sta dodici metri più in basso rispetto al vecchio stadio, e quel dislivello, combinato con la copertura, genera un’acustica che trasforma il tifo in un muro di suono. Per costruirlo, tra il 1960 e il 1963, furono scavati oltre 350.000 metri cubi di terra e 15.000 di pietra, e a un certo punto gli scavi rischiarono persino di far franare le case intorno, finché sotto non si trovò uno strato di calcare sarmatico abbastanza solido da reggere le fondazioni.

Oggi la capienza è di poco meno di cinquantamila posti a sedere, ma non è sempre stato così: dopo il completamento il Marakana arrivò a contenere fino a centodiecimila spettatori in piedi, e fu proprio quella grandiosità a farle guadagnare il soprannome. I tifosi la paragonarono al Maracanã di Rio de Janeiro, allora lo stadio più grande del mondo, e il nome è rimasto appiccicato addosso per sempre. Il campo misura 110 per 73 metri, e dal 2023 poggia su un manto ibrido, mezzo erba naturale e mezzo fibra sintetica. Se capiti qui in un giorno di partita importante, il resto di questa pagina diventa quasi superfluo: sarà lo stadio a raccontarsi da solo.


Approfondimento: Cosa vedere a Belgrado


Il museo della Stella Rossa

Se vieni in un giorno senza partita, il cuore della visita è il museo del club, inaugurato il 12 marzo 1985 per il quarantesimo anniversario della fondazione. Dentro trovi oltre millequattrocento pezzi che ripercorrono la storia della Crvena Zvezda, e il pezzo forte è impossibile da mancare: la Coppa dei Campioni conquistata nel 1991, quando la Stella Rossa si laureò campione d’Europa e poi vinse anche la Coppa Intercontinentale. È il genere di trofeo davanti al quale anche chi non tifa Stella Rossa si ferma un attimo più del previsto, perché racconta un’epoca in cui una squadra di Belgrado stava in cima al continente. Intorno alla coppa, maglie, foto, gagliardetti, memorabilia e il racconto per oggetti di decenni di successi. Il museo è la tappa che dà senso a tutto il resto: senza il contesto, un catino di cemento resta un catino di cemento.

Il tour dello stadio: il tunnel e il campo

curva stadio stella rossa belgrado

Il modo migliore per vedere il Marakana di Belgrado dal di dentro, museo a parte, è prenotare il tour guidato. Ti porta attraverso una serie di luoghi che da spettatore non vedresti mai: oltre al museo, il monumento a Rajko Mitić, il prato calpestato dai giocatori, e soprattutto il tunnel sotto la tribuna nord — quel corridoio da cui le squadre emergono in campo, dove per qualche secondo puoi immaginare il boato che ti aspetta all’uscita. Il percorso tocca anche lo studio della Zvezda TV, il media center dove si tengono le conferenze stampa, il negozio ufficiale e il caffè con vista sull’impianto. La visita dura tre quarti d’ora o poco più, accompagnata da una guida, e non si tiene nei giorni di partita, quindi mettilo in conto quando pianifichi. Esiste anche una versione privata più completa, che aggiunge spogliatoi e galleria VIP. È il tipo di esperienza che, se sei anche solo vagamente appassionato di calcio, ti resta addosso: camminare nel tunnel di uno stadio così è diverso dal vederlo in televisione.

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Il monumento a Rajko Mitić

Davanti alla tribuna ovest c’è la ragione per cui lo stadio si chiama così. Fino al dicembre 2014 l’impianto portava semplicemente il nome del club; poi l’assemblea della Stella Rossa decise all’unanimità di intitolarlo a Rajko Mitić, scomparso nel 2008, considerato la “prima stella” della squadra e uno dei più grandi giocatori della sua storia. Nel novembre 2017 gli è stato dedicato un monumento, inaugurato proprio davanti alla tribuna ovest. È una sosta breve, ma vale la pena capirne il senso: intitolare uno stadio a un giocatore, e non a uno sponsor o a un politico, dice parecchio su cosa questo posto rappresenti per i suoi tifosi.

L’eterno derby contro il Partizan

Non c’è modo di parlare del Marakana senza nominare il večiti derbi, l’eterno derby contro il Partizan, l’altra grande squadra di Belgrado. È una delle rivalità più accese e visivamente spettacolari d’Europa, con le coreografie dei tifosi — i Delije sulla tribuna nord — che riempiono le gradinate di bandiere, fumogeni e cartoni colorati. Sul campo di casa la Stella Rossa ha ospitato decine di questi derby, con un bilancio nettamente a suo favore, e alcune di quelle partite sono entrate nella leggenda: la manita e passa del 1968 trascinata da Dragan Džajić, il miglior giocatore serbo di sempre; il derby numero cento vinto in rimonta nel finale. Se ti capita di essere a Belgrado in coincidenza con un derby, e riesci a procurarti un biglietto, hai trovato senza saperlo uno degli spettacoli più intensi che il calcio europeo sappia offrire. Se non ci sono partite, il museo e il tour ti raccontano comunque la temperatura di questa rivalità.

Le grandi notti europee

Il Marakana ha ospitato tre finali di competizioni UEFA, e la sua bacheca di serate memorabili è lunga. Nel 1973 qui si giocò la finale di Coppa dei Campioni tra Ajax e Juventus: vinse l’Ajax per 1 a 0, conquistando il terzo titolo consecutivo, davanti a una schiera di campioni dell’epoca come Cruijff, Neeskens e Zoff. Nel 1976 lo stadio fu teatro della fase finale dell’Europeo: nella finale la Cecoslovacchia batté la Germania Ovest ai rigori, ed è proprio qui che nacque uno dei gesti più imitati della storia del calcio — il rigore a cucchiaio calciato da Antonín Panenka, che da allora porta il suo nome.

Nel 1979 fu la volta della finale di Coppa UEFA, con la Stella Rossa protagonista. E poi le notti di Coppa dei Campioni: la semifinale del 1991 contro il Bayern Monaco, nel cammino che portò al titolo europeo, e più di recente il 2 a 0 rifilato al Liverpool di Klopp nel 2018, con una doppietta di Milan Pavkov che i tifosi ricordano ancora a memoria. C’è persino un ricordo di Maradona, che nel 1982, in una partita di Coppa delle Coppe, scavalcò il portiere con un pallonetto e si guadagnò l’applauso di uno stadio gremito, pur nella sconfitta della squadra di casa.

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Il vecchio stadio e il legame con il Manchester United

Prima del Marakana, sullo stesso identico terreno, sorgeva un altro stadio: quello dell’SK Jugoslavija, aperto il 24 aprile 1927, campione di Jugoslavia a metà anni Venti. Dopo la Seconda guerra mondiale il club fu sciolto e l’impianto passò alla neonata Stella Rossa, nel 1945. Quel vecchio campo, ormai fatiscente, ospitò l’ultima partita il 27 dicembre 1959, ma la sua pagina più famosa — e più tragica — risale al febbraio del 1958: il quarto di finale di Coppa dei Campioni tra Stella Rossa e Manchester United, con gli inglesi che, dopo essere stati avanti, si fecero rimontare fino al 3 a 3. Fu l’ultima partita disputata da quella squadra del Manchester United prima del disastro aereo di Monaco di Baviera, il giorno seguente, in cui persero la vita otto giocatori. Quando cammini qui, vale la pena ricordare che sotto i tuoi piedi c’è anche questa storia: il vecchio stadio fu demolito e il nuovo costruito esattamente sopra, dodici metri più in basso.

La leggenda del primo spettatore

Chiudo con un dettaglio che riassume lo spirito del posto meglio di qualsiasi trofeo. Il giorno dell’inaugurazione, il primo settembre 1963, il primissimo spettatore a varcare i cancelli fu Laza Petrović, un contadino arrivato di buon mattino dalle parti di Loznica. Prese posto sulla tribuna est, tirò fuori dalla borsa del formaggio e una pagnotta, fece colazione e aspettò con santa pazienza fino al tardo pomeriggio che iniziasse la partita. Quel giorno vennero in cinquantacinquemila attraverso nove cancelli, in uno stadio ancora incompiuto, e la Stella Rossa batté il Rijeka per 2 a 1. C’è tutto il Marakana in quella scena: uno che si porta il pranzo da casa pur di essere il primo a sedersi. Difficile inventarsi un simbolo migliore.

Dove dormire vicino allo stadio Rajko Mitić

Lo stadio sorge sul Topčidersko brdo, una collina residenziale e verde a sud del centro, comoda da raggiungere ma non particolarmente vivace la sera: non è la zona in cui ti conviene dormire. Come per gran parte delle attrazioni di Belgrado, la base migliore resta il centro cittadino — la zona di Stari Grad attorno alla piazza della Repubblica e alla via pedonale Knez Mihailova, se vuoi ristoranti, caffè e movimento sotto casa, oppure i dintorni di piazza Slavija e il quartiere di Vračar, ben collegati e più economici. Da lì raggiungi lo stadio in un quarto d’ora scarso con i mezzi o in taxi. L’offerta va dagli alberghi storici agli appartamenti in affitto, con prezzi ancora ragionevoli per gli standard delle capitali europee. Il consiglio è quello di sempre: dormi dove pulsa la città, e sali sulla collina in giornata.


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Come arrivare allo stadio Rajko Mitić

Lo stadio si trova in via Ljutice Bogdana, a circa tre chilometri e mezzo dal centro di Belgrado, ed è servito da parecchie linee di trasporto pubblico. Diversi autobus e tram convergono da queste parti: alcune linee fermano più vicino alla tribuna est, altre dal lato della tribuna ovest, dove si trovano le biglietterie — vale la pena controllare gli orari e i numeri aggiornati prima di uscire, perché ogni tanto cambiano. In taxi è una corsa breve dal centro, ed è probabilmente la soluzione più comoda nei giorni di partita, perché il parcheggio attorno all’impianto è uno dei suoi problemi cronici: di posti auto regolamentati ce ne sono pochissimi, e nei giorni di grande afflusso la zona si intasa. Se puoi, lascia perdere la macchina.

Quando andare allo stadio Rajko Mitić

Dipende da cosa cerchi. Per il tour e il museo, i giorni feriali sono i migliori, con le biglietterie generalmente aperte in orario diurno; tieni presente che le visite non si organizzano nei giorni di partita e che, in rari casi, possono saltare per eventi sull’impianto, quindi conviene informarsi prima. Se invece l’obiettivo è vivere il Marakana nella sua versione autentica — quella per cui è famosa in tutta Europa — allora punta a una partita, meglio ancora a un match europeo o all’eterno derby contro il Partizan, quando lo stadio dà il massimo in termini di coreografie e boato. In quel caso muoviti con anticipo sui biglietti, perché le grandi sfide fanno registrare il tutto esaurito. La stagione calcistica va grossomodo dall’autunno alla primavera, con l’estate più scarica salvo i turni preliminari delle coppe.

Informazioni utili

  • Biglietto di ingresso: –
  • Indirizzo: Ljutice Bogdana 1a, Beograd 11040, Serbia
  • Orari: –
  • Trasporti: Bus 42, fermata “Stadion Rajko mitic”

Dove si trova lo stadio Rajko Mitić

Lo stadio Rajko Mitić si trova a Belgrado, in Serbia, sul Topčidersko brdo, nel comune di Savski Venac, a sud del centro cittadino. È il più grande impianto sportivo del paese e uno dei più capienti dei Balcani, incastonato in una zona collinare e residenziale non lontana da Dedinje, il quartiere delle ville e delle ambasciate. Dal centro sono pochi chilometri, il che lo rende un’escursione facile da abbinare ad altre visite sul versante meridionale della città. Intorno il paesaggio è più tranquillo e verde rispetto al cuore pulsante di Belgrado — almeno finché non c’è una partita, momento in cui l’intera collina si accende e ti ricorda, senza tanti complimenti, perché lo chiamano tempio del calcio.

Cosa vedere vicino lo stadio della Stella Rossa

Museo della Jugoslavia

1.5 Km

Tempio di San Sava

2.1 Km

Stadio del Partizan

1 Km

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