
La prima volta che ho provato ad attraversare Piazza Slavija a piedi ho capito due cose in rapida successione: che a Belgrado il pedone è una categoria facoltativa, e che questo non è un semplice incrocio. Se sei arrivato fin qui chiedendoti cosa vedere in questa piazza, ti avviso subito che la risposta è più stratificata di quanto lasci intendere la sua fama di rotatoria impazzita.
C’è la fontana musicale che di sera spara acqua a sedici metri d’altezza, c’è il traffico che gira in tondo come una giostra guasta, c’è l’Hotel Slavija che ha dato il nome a tutto il resto, e poi c’è la storia: una palude piena di anatre, uno scozzese con la mania dell’urbanistica, un busto socialista che nasconde un cadavere, un cinema scomparso, la mole di vetro della Banca Nazionale e un lotto vuoto che i belgradesi giurano essere maledetto.
A pochi passi trovi il Tempio di San Sava, il museo dedicato a Nikola Tesla con tanto di sue ceneri, il parco Tašmajdan e una manciata di altri angoli che valgono la deviazione. In coda ti dico dove dormire, come arrivarci senza perderti nella raggiera di strade che ne partono, quando venire per prendere la luce giusta e dove si trova esattamente questo groviglio nel cuore di Belgrado.
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La fontana musicale

È la prima cosa che vedi, ed è anche quella che i belgradesi hanno litigato di più. Quando la piazza è stata rimessa a nuovo, nel 2017, al centro è comparsa una fontana larga trentadue metri capace di lanciare getti fino a sedici metri in aria, illuminata da luci LED e sincronizzata con la musica: classici serbi, folk locale e qualche successo internazionale che si alternano a seconda dell’umore del giorno o della ricorrenza. La critica non è mancata, tra costi contestati e qualche capriccio tecnico, ma quando cala il buio e l’acqua comincia a danzare la fontana fa esattamente ciò che una fontana dovrebbe fare: raduna gente col naso all’insù. Vieni di sera e capirai perché, nonostante tutto, ha finito per diventare un piccolo spettacolo cittadino.
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La rotatoria più temuta di Belgrado

Se guidi, questa è la parte in cui inizi a sudare. La rotatoria fu tracciata nel 1942, durante l’occupazione tedesca, ed è rimasta uno dei nodi più impegnativi della città: è uno dei pochi punti dove convivono tutti e tre i mezzi pubblici di Belgrado — tram, filobus e autobus — e dove le automobili si contendono lo spazio con una logica tutta loro. Dal cerchio si dirama un ventaglio di strade che portano ovunque, e gli ingorghi sono meno un rischio che una certezza. I locali si scambiano “consigli di sopravvivenza” come reduci, e a te tocca solo scegliere la corsia e affidarti alla provvidenza. Sullo stesso slargo, alla fine degli anni Ottanta, aprì il primo McDonald’s dell’Europa orientale: è ancora lì, testimone paziente del traffico.
La palude, le anatre e lo scozzese

Fino a circa il 1880 qui non c’era una piazza ma un grande stagno acquitrinoso ai margini della città, dove i belgradesi andavano a caccia di anatre selvatiche. A trasformare tutto fu Francis Mackenzie, un uomo d’affari scozzese che comprò un ampio appezzamento sopra l’attuale slargo e lo parcellizzò per rivenderlo — l’area finì per essere chiamata Englezovac, il “posto dell’inglese”, con quella disinvoltura con cui la toponomastica confonde scozzesi e inglesi. Mackenzie vi costruì la propria casa, che nel 1910 diventò un centro di ritrovo del movimento operaio. C’è una piccola ironia in tutto questo: fu proprio lui a battezzare il luogo in onore dell’unità slava. All’angolo con Kralja Milana sopravvivevano un tempo caffè famosi come “Tri seljaka” e “Rudničanin”, spazzati via prima e durante la seconda guerra mondiale.
L’Hotel Slavija

Il nome della piazza viene da qui, da un albergo che portava l’effigie della dea Slavija, simbolo di tutti gli slavi. Il vecchio Hotel Slavija fu costruito a partire dal 1962 in uno stile internazionale che oggi mostra tutti i suoi anni: i belgradesi lo guardano come un edificio stanco, con un’aria vagamente ospedaliera, camere rivestite di pannelli di legno su quasi ogni superficie, un casinò e un ristorante, e la fama di non essere mai stato ristrutturato per davvero pur restando in parte operativo. Accanto sono cresciute le sorelle più giovani, Slavija A e Slavija B, e poi lo Slavija Lux del 1989, tutto marmo e vetro, che si intona meglio con i palazzi alle sue spalle. Messi in fila, raccontano tre epoche architettoniche nel giro di pochi metri.
Il “buco di Mitić”, il lotto maledetto
Questa è la mia parte preferita, ed è anche la più belgradese che ci sia. In un angolo della piazza c’è la rupa Mitićeva, letteralmente il “buco di Mitić”, protagonista di una delle leggende metropolitane più tenaci della città. Prima della guerra, Vlada Mitić, uno degli uomini più ricchi di Belgrado, comprò il lotto per costruirvi il più grande centro commerciale dei Balcani; il conflitto fermò tutto, e poi il regime comunista lo incarcerò confiscandogli ogni cosa. Da lì cominciò la maledizione: dal 1946 al 1980 furono elaborati ben ventisei progetti diversi, nessuno mai realizzato. Il sindaco Bogdan Bogdanović ci piazzò per ripiego una grande meridiana. Negli anni Novanta il lotto passò alla Dafiment banka, un colossale schema Ponzi dell’epoca, che annunciò un centro commerciale monumentale prima di collassare, lasciando il terreno recintato e ridotto a discarica. Dopo il 2000 è diventato un parco provvisorio, e persino gli investitori israeliani che promisero un megastore ci si sono arenati. A furia di fallimenti, “il buco” se lo è meritato, il titolo di posto maledetto.
Il busto di Dimitrije Tucović
Sul rialzo centrale, se ti fermi a guardare invece di limitarti a schivare le auto, noti un busto di bronzo. È Dimitrije Tucović, figura di spicco del socialismo serbo che si oppose al coinvolgimento del paese nelle guerre balcaniche. Dopo la seconda guerra mondiale la piazza fu ribattezzata in suo onore — Trg Dimitrija Tucovića — per tornare ufficialmente “Slavija” solo all’inizio degli anni Duemila. Il monumento è opera dello scultore Stevan Bodnar, e nasconde un dettaglio che quasi nessuno conosce: sotto di esso riposano le sue spoglie. Ci passi accanto senza saperlo, ed è forse il modo più belgradese di custodire un pezzo del proprio passato.
La mole di vetro della Banca Nazionale di Serbia

Alza lo sguardo e non potrai ignorarla: la nuova sede operativa della Banca Nazionale di Serbia è talmente grande da essere visibile da mezza città, pur trovandosi nella parte più defilata della piazza. La costruzione partì nei primi anni Novanta e si trascinò per oltre un decennio e mezzo tra problemi economici, fino al completamento nel 2006. L’edificio di vetro e cemento non ha mai conquistato i belgradesi, che lo trovano ingombrante e fuori luogo — al punto che già nel 1994 il governatore di allora, Dragoslav Avramović, dichiarò che non ci avrebbe messo piede. E infatti gli uffici che contano sono rimasti nella storica sede di Via Kralja Petra.
Il Tempio di San Sava, a dieci minuti a piedi

Se da Slavija cammini una decina di minuti, arrivi a quello che è probabilmente il vero motivo per cui vale la pena passare di qui: il Tempio di San Sava, una delle più grandi chiese ortodosse del mondo. Il marmo bianco dell’esterno e le cupole imponenti si vedono da lontano, ma è dentro che ti fermi a bocca aperta, davanti ai mosaici e agli affreschi completati di recente, che restituiscono tutta la solennità del luogo. Anche se hai poco tempo, questa deviazione la fai.
Il Museo di Nikola Tesla

A pochi minuti dalla piazza c’è il museo dedicato a Nikola Tesla, uno degli inventori più influenti della storia. Dentro trovi i suoi oggetti personali, documenti originali, apparecchi e invenzioni — e, con un tocco che è insieme commovente e leggermente surreale, anche le sue ceneri. Per chi ha un debole per la scienza è una sosta difficile da lasciarsi sfuggire.
Tašmajdan, Manjež e gli altri dintorni

Quando hai finito con i pezzi grossi, la zona intorno a Slavija ha ancora qualcosa da offrire senza chiederti troppa fatica. Poco lontano si apre il parco Tašmajdan, oasi verde che custodisce la chiesa di San Marco in stile serbo-bizantino, bellissima soprattutto in primavera quando fiorisce tutto. Il parco Manjež, contornato da caffè e ristoranti, è il posto giusto per rallentare tra viali alberati e famiglie a passeggio. Se ti interessano il teatro e la pittura, a due passi ci sono il Jugoslovensko Dramsko Pozorište, tempio della drammaturgia serba, e il piccolo museo dedicato a Paja Jovanović, uno dei pittori più celebrati del paese.
Dove dormire vicino a Piazza Slavija
La piazza si trova quasi tutta nella municipalità di Vračar, con la fetta occidentale che sconfina in Savski Venac: sono due quartieri centrali e residenziali, con strade eleganti e alberate dove abbondano appartamenti e piccole sistemazioni a conduzione familiare. Se vuoi la comodità estrema puoi dormire direttamente sulla piazza, negli alberghi che ne portano il nome — con la controindicazione ovvia di svegliarti al ritmo della rotatoria. Chi preferisce il sonno al colpo d’occhio farà bene ad arretrare di qualche isolato dentro Vračar, dove il traffico si attenua ma resti comunque a due passi da tutto. Il centro vero e proprio, dalle parti di Terazije, è a meno di un quarto d’ora a piedi, quindi qualunque scelta fai difficilmente ti ritroverai lontano.
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Come arrivare a Piazza Slavija
Dal cuore di Belgrado è la cosa più semplice del mondo: Slavija dista meno di un chilometro e mezzo da Terazije, e la fai comodamente a piedi. Se non hai voglia di camminare, qui converge tutto — tram, filobus e autobus urbani si danno appuntamento sulla piazza, quindi da qualsiasi zona della città arriva un mezzo. Se vieni da fuori in auto, da Novi Sad ci metti circa un’ora e dieci lungo la A1/E75, mentre da Smederevo bastano una cinquantina di minuti sulla E75, con vettori come Lasta o Jugoprevoz per chi preferisce il pullman. Dall’aeroporto ti conviene il taxi o il bus: in ogni caso, una volta in centro, la piazza si trova quasi da sola, perché prima o poi tutte le strade sembrano passare di lì.
Quando andare a Piazza Slavija
Il momento migliore è la sera, quando la fontana si accende, la musica parte e la piazza smette per un attimo di essere solo un problema di traffico. Se invece devi guidare, evita come la peste le ore di punta: la rotatoria è già impegnativa di suo, figurati imbottigliata. La primavera è la stagione ideale per abbinare la visita ai parchi qui intorno — Tašmajdan in fiore ripaga la passeggiata — mentre le serate tiepide dell’estate rendono più piacevole gironzolare a piedi tra un’attrazione e l’altra.
Dove si trova Piazza Slavija
Piazza Slavija sta nel cuore di Belgrado, poco meno di un chilometro e mezzo a sud di Terazije, il centro cittadino. La maggior parte del suo spazio ricade nella municipalità di Vračar, mentre il lembo occidentale appartiene a Savski Venac. È il punto in cui si incontrano e ripartono alcune delle arterie principali della capitale serba — da Kralja Milana a Nemanjina, dal Bulevar oslobođenja a Makenzijeva — il che spiega, se ancora ce ne fosse bisogno, perché tutto qui giri sempre così in fretta.











