
La prima volta che mi sono trovato davanti all’Hotel Moskva stavo cercando tutt’altro, e sono rimasto piantato in mezzo a Terazije a fissare una facciata verde e oro che sembra uscita da una pasticceria per giganti. Succede a chiunque, ed è il motivo per cui vale la pena sapere cosa vedere all’Hotel Moskva di Belgrado anche se non hai la minima intenzione di dormirci: questo palazzo in stile secessione russa, inaugurato nel gennaio 1908 dal re Pietro I Karađorđević in persona, è prima di tutto uno dei monumenti più riconoscibili della capitale serba, rimasto al suo posto attraverso due guerre mondiali e una collezione invidiabile di cambi di regime.
Nelle prossime righe ti porto a spasso per le cose che meritano davvero il tuo tempo: la facciata rivestita di ceramiche della manifattura Zsolnay di Pécs, il celebre Caffè Moskva con la sua torta Moskva šnit, la galleria di ospiti illustri che va da Albert Einstein ad Alfred Hitchcock passando per Rebecca West e il suo agnello, la storia del Palazzo Rossiya costruito con capitali russi sul sito di una vecchia locanda, le sorgenti d’acqua che ancora scorrono sotto le fondamenta e la terrazza affacciata sul viavai di Terazije. In coda trovi come sempre dove dormire, domanda che qui ha una risposta piuttosto ovvia, come arrivare, quando andare e dove si trova.
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La facciata in ceramica Zsolnay, il biglietto da visita

La prima cosa che vedi dell’Hotel Moskva, e quella che ti resterà in testa, è la facciata: una superficie di piastrelle giallastre percorsa da ornamenti verdi che sale dal primo piano fino al tetto e che con la luce giusta sembra smaltata come una teiera preziosa. Il rivestimento ceramico arrivò da Pécs, in Ungheria, dalla celebre manifattura Zsolnay — la stessa tradizione che ha dato alla secessione ungherese i suoi tetti scintillanti — e pare che laggiù conservino ancora gli stampi usati per fonderlo. In cima, un rilievo in maiolica raffigura Nettuno, che per un palazzo costruito con capitali di una compagnia assicurativa russa in una città senza mare è una scelta di cui apprezzo la sfrontatezza. Lo stile è quello della secessione russa, disegnato dall’architetto Jovan Ilkić insieme a un gruppo di colleghi russi, e all’epoca fu considerato un azzardo: oggi è semplicemente Belgrado. Mettiti sul lato opposto di Terazije, verso la fontana, e concediti cinque minuti buoni di contemplazione: è gratis ed è il miglior punto di osservazione.
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Il Caffè Moskva e la torta Moskva šnit

Il vero motivo per cui varchi la porta, però, è al pianterreno: il Caffè Moskva, che fin dall’apertura è stato il salotto dell’élite intellettuale cittadina — si racconta che il premio Nobel Ivo Andrić avesse qui il suo tavolo personale. È il classico gran caffè d’inizio Novecento, con il pianoforte dal vivo e i camerieri che hanno visto tutto, dove politici, artisti e semplici curiosi come me e te continuano a incrociarsi come da oltre un secolo a questa parte. La specialità della casa è la Moskva šnit, una torta nata nella pasticceria dell’albergo la cui ricetta esatta resta gelosamente custodita: frutta, panna e una certa solennità nella costruzione a strati. Non ti dirò che è la migliore torta dei Balcani, perché non ho condotto uno studio comparativo serio, ancora, ma ti dirò che mangiarla lì dentro, sotto quei soffitti, con Terazije che scorre oltre le vetrate, è una delle esperienze più belgradesi che Belgrado possa offrirti.
Gli ospiti illustri: da Einstein all’agnello di Rebecca West
Le pareti dei corridoi del Moskva funzionano da album di famiglia, e che famiglia: nel corso di più di un secolo l’albergo dichiara di aver visto passare decine di milioni di persone, e tra queste Albert Einstein — che arrivò accompagnato dalla moglie Mileva Marić, serba, tanto che i belgradesi lo avevano soprannominato con affetto il genero di Serbia — Alfred Hitchcock, Indira Gandhi, Maksim Gorkij, Ray Charles, Robert De Niro e un giovane Brad Pitt agli esordi. Alcune suite portano oggi i nomi degli ospiti più celebri. L’aneddoto che preferisco riguarda però la scrittrice inglese Rebecca West, che soggiornò qui negli anni Trenta durante il viaggio che sarebbe diventato il suo monumentale libro sui Balcani: rimase colpita nel vedere le porte dell’albergo aprirsi, con la massima naturalezza, davanti a un contadino che entrava tenendo in braccio un agnello nero. A Londra o a Parigi non le era mai capitato. È forse il ritratto più preciso mai fatto di questo posto: gran lusso mitteleuropeo e Balcani veri sotto lo stesso tetto, senza che nessuno dei due si scomponga.
Il Palazzo Rossiya: come nasce un’icona
L’edificio che oggi tutti chiamano Moskva nacque come Palazzo Rossiya, e la sua storia è un piccolo romanzo di inizio Novecento. Su questo punto di Terazije sorgeva una locanda, e fu Svetozar Vukadinović — che in Russia aveva vissuto da emigrato — a convincere la compagnia assicurativa russa Rossiya a investire nella costruzione di un grande palazzo. Il concorso di architettura fu vinto dal progetto di Viktor Kovačić, ma la direzione della compagnia preferì quello arrivato secondo, firmato da Jovan Ilkić: una di quelle decisioni che oggi nessuno a Belgrado si sogna di contestare.
I lavori iniziarono nel 1906 e il palazzo aprì nel gennaio 1908 come il più grande edificio privato della Serbia dell’epoca, con tanto di inaugurazione reale e concerto della Guardia del Re. Dentro non c’era solo l’albergo, che all’inizio contava appena 36 camere: c’erano una kafana con cucina francese e serba, appartamenti in affitto e gli uffici della compagnia assicurativa. Poi la rivoluzione d’ottobre si portò via l’Impero russo e con lui la Rossiya, e il palazzo passò di mano in mano tra istituzioni finanziarie, mentre l’albergo si allargava fino a occuparlo per intero. Dal 1968 l’edificio è sotto tutela dello Stato come monumento culturale.
Le sorgenti sotto le fondamenta
Ecco un dettaglio che non vedrai ma che, una volta saputo, cambia il modo in cui guardi il palazzo: tutta la zona di Terazije è attraversata da corsi d’acqua sotterranei, e sotto l’Hotel Moskva scorrono ancora oggi sorgenti attive. Costruire qui, all’epoca, fu un rompicapo ingegneristico, e lo stesso problema tormentò i cantieri vicini. In altre parole, questo palazzo di ceramiche e maioliche galleggia da più di un secolo su un groviglio di acque nascoste, il che mi sembra una metafora fin troppo comoda per un albergo che ha attraversato indenne tutto quello che il Novecento balcanico aveva da offrire. Non a caso il nome stesso di Terazije rimanda alla distribuzione dell’acqua nella Belgrado ottomana: qui l’acqua, in un modo o nell’altro, c’entra sempre.
La terrazza su Terazije, l’osservatorio perfetto

Se il caffè è il cuore interno del Moskva, la sua terrazza sulla piazza è l’osservatorio: il posto dove ci si siede non tanto per bere qualcosa quanto per guardare Belgrado che passa. Terazije è uno snodo naturale della città, il punto in cui il centro converge, e la posizione dell’albergo — all’incrocio di più strade, sul ciglio della terrazza naturale che degrada verso la Sava — regala anche scorci verso Novi Beograd oltre il fiume. Io ci ho passato una mezz’ora abbondante fingendo di scrivere appunti e in realtà facendo la cosa che lì fanno tutti da un secolo: i fatti degli altri. Ti consiglio di fare lo stesso, possibilmente nel tardo pomeriggio, quando la luce radente accende le ceramiche della facciata e la piazza entra nella sua ora migliore.
Dove dormire vicino all’Hotel Moskva di Belgrado
Qui la risposta più onesta è: all’Hotel Moskva, se il budget te lo consente, perché dormire dentro un monumento con più di un secolo di storia e suite intitolate a Einstein e Hitchcock è un’esperienza che pochi alberghi al mondo possono replicare. Se invece cerchi alternative, sei comunque nel posto giusto: Terazije è il centro esatto di Belgrado, e tutta la fascia tra la piazza, Piazza della Repubblica e la via pedonale Knez Mihailova è piena di sistemazioni di ogni fascia, dagli hotel storici agli appartamenti nei palazzi d’epoca. Qualunque cosa tu scelga in questo perimetro, l’unico rischio è avere il Moskva talmente vicino da darlo per scontato dopo un giorno.
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Come arrivare all’Hotel Moskva di Belgrado
L’Hotel Moskva non si raggiunge: ci si inciampa. Sta su Terazije, lo snodo verso cui il centro di Belgrado converge naturalmente, quindi se stai camminando per la città vecchia prima o poi te lo troverai davanti, riconoscibile da lontano per la facciata verde e gialla. A piedi, da Piazza della Repubblica sono pochi minuti lungo l’asse centrale. Arrivando da fuori, la piazza è ben servita dai mezzi pubblici cittadini, e per i taxi vale la regola universale di Belgrado: “Hotel Moskva” è uno dei pochi indirizzi che qualunque autista capisce al primo colpo, in qualunque lingua tu lo pronunci.
Quando andare all’Hotel Moskva di Belgrado
Il Moskva vive tutto l’anno e a tutte le ore, ma ha i suoi momenti. La facciata dà il meglio con la luce radente del tardo pomeriggio, quando le ceramiche Zsolnay si accendono; il caffè è più quieto a metà mattina, quando puoi prenderti il tuo tempo con la Moskva šnit senza contenderti il tavolo, mentre nel pomeriggio e nel fine settimana l’atmosfera si fa più animata — che è un altro tipo di spettacolo, se ti piace osservare la fauna locale. La terrazza è ovviamente roba da bella stagione, da tarda primavera all’autunno; d’inverno l’interno del caffè, caldo e luminoso, diventa il rifugio perfetto nelle giornate grigie. Non c’è biglietto né orario da pianificare: il palazzo si guarda da fuori quando vuoi, e per il caffè valgono i normali orari di un locale, che ti conviene comunque verificare aggiornati.
Informazioni utili
Dove si trova l’Hotel Moskva di Belgrado
L’Hotel Moskva si trova su Terazije, la piazza-strada che è il centro geometrico e sociale di Belgrado, nel territorio della municipalità di Stari Grad, all’incrocio tra Terazije stessa e le vie Prizrenska e Balkanska. Da lì sei a pochi minuti a piedi da Piazza della Repubblica e dal Museo Nazionale in una direzione, dalla via pedonale Knez Mihailova e, proseguendo, dalla fortezza di Kalemegdan; il palazzo poggia inoltre sul bordo della terrazza naturale di Terazije, che si apre verso la Sava e Novi Beograd. In pratica, è il perno attorno a cui ruota il centro della capitale serba: qualunque itinerario tu stia seguendo, passa di qui — e adesso sai perché vale la pena fermarsi.











